Non tutti conoscono il senso di questa invettiva popolare.
In genere si dice quando una persona fingendosi malata si fa servire da un’altra, realmente malata. L’origine sta nella famosa favola che stiamo per raccontarvi.
(La favola popolare «IL LUPO E LA VOLPE» tradizionalmente raccontata)
«RAN RAN, L’AMMALATO PORTA IL SANO»
Il lupo e la volpe, smagriti e affamati, cercavano il modo di potersi saziare. Passando vicino alla casera di mastro Antonio, fiutarono un buon profumo di panna fresca.
A fatica riuscirono ad entrare dalla porticina dello scantinato e là iniziarono ad affondare i baffi nella panna.
Il lupo, goloso e frettoloso, si riempì la pancia anche con la panna riservata alla volpe che nel frattempo invece andava avanti e indietro, in punta di piedi, per assicurarsi di passare ancora dalla porticina.
Ad un certo punto però il lupo, ingordo fece cadere un marmittone.
Il trambusto svegliò il padrone che, scivolato fuori dal letto e afferrato il forcone, incominciò a tirare botte a destra e a manca.
La volpe, svelta e leggera, con un salto fu in mezzo all’aia mentre il lupo, che invece aveva mangiato troppo e non passava più dalla porticina per il pancione, fu conciato per le feste.
Scacciato in malo modo, urlava come un ossesso per le ferite riportate. 
Ritrovò finalmente la volpe, astuta, che fingeva di zoppicare.
«Che raffica di botte – si lamentava il lupo – mi hanno fracassato tutte le ossa!… E tu?» chiese alla volpe.
«O che dolore e guarda quanto sangue» rispose prontamente la volpe che si era sporcata apposta di rosso con le more di un vicino cespuglio e si lamentava la bugiarda e poi supplicava: «Aiutami, su, che io non ne posso più!»
«Beh, ma allora salta su!» e così la volpe salì in groppa al malcapitato lupo e diceva sottovoce, sulle sue spalle:
«Ran ran, l’ammalato porta il sano, ran ran, l’ammalato porta il sano».
«Ma cosa dici mai, così pian piano»?…
«Ma niente, solo qualche giaculatoria che va bene sia oggi e che domani».
Giunti vicino ad un fiume vorticoso, la volpe disse al lupo «Guarda, prendi la rincorsa e quando salterai tu, salterò anch’io e, oplà, ci troveremo tutti e due sull’altra sponda e tu mi porterai in spalla».
Avrete già capito come andò a finire!
La volpe fresca e leggera saltò di là, il lupo invece fu spinto dentro la piena della fredda corrente che, chissà dove l’avrà portato.
L’acqua era torbida, ma la morale è chiara: “Va bene essere buoni, ma mai c…….”
Le fiabe di nonna Betta
📚 Un tocco di cultura popolare
Questa favola ha il sapore delle storie raccontate davanti al camino, tramandate oralmente per generazioni. È un esempio perfetto di come la tradizione popolare usi animali antropomorfizzati per insegnare lezioni di vita, con un pizzico di umorismo e una buona dose di realismo.


