Giuseppe Solera

CHI ERA IL SINDACO GIUSEPPE SOLERA?

A maggio di quest’anno ricorre il 110° anniversario della scomparsa del sindaco Giuseppe Solera. Era nato nel 1856 ed era stato eletto sindaco di Luino diverse volte. Era sindaco anche durante i fatti del ’98 quando la rivolta del pane che si concluse tragicamente con un bilancio di 14 morti. In questa circostanza Solera venne accusato, ma forse ingiustamente, di comportamento forcaiolo, ciò non impedì che fosse poi rieletto, la terza volta pochi giorni prima di morire. I suoi funerali furono una manifestazione corale di cordoglio da parte di una folla immensa proveniente anche dai paesi vicini. Il cronista di allora lo definisce «uomo retto, virtuoso, sindaco esemplare, benemerito». Solera aveva lasciato anche un cospicuo lascito di £ 30.000 a favore del ricovero Mons.  Comi.

Villa Solera a Colmegna

Villa Solera, proprio a margine della nuova strada litoranea, aveva acquistato da Antonio Passera due o tre mila metri di terreno boschivo, dopo la Sabbioncella, verso Colmegna. Qui sarebbe sorta nel 1907 «una piccola ed elegante villa», su progetto dell’architetto Tito Morandi di Cadero, nato a Buenos Aires, ma originario della Val Veddasca (la famiglia era emigrata in Sud America). Località splendida, commentava il cronista «da dove si domina il più largo e lungo tratto del nostro bel lago, coi monti che lo racchiudono». La costruzione della villa sarebbe stata forse il cadeau che il sindaco Solera intendeva regalarsi in occasione del compimento dei suoi 51 anni. Su un costone di roccia digradante verso il lago, l’architetto vi appoggiò un parallelepipedo rivolto a sud a sostegno della torretta; questa sorge alla quota superiore per cogliere la vista sul lago anche oltre la collina che, verso nord, parzialmente nasconde il corpo principale. Il giardino si articola in forte pendenza: terrapieni, balaustre in pietra, vasi in cemento e arcate di sostegno. A Colmegna, tra l’altro, Morandi aveva già progettato la bella villa Carissimi.

IL PREVOSTO BALOSSI E IL SINDACO SOLERA TRA OSTILITA’ E COMPROMESSI

E fu proprio nel giardino di questa villa che andò in scena uno degli episodi più grotteschi della vita del borgo. Mons. Domenico Balossi, parroco di Agra, e quindi anche della cappellania di Colmegna, era stato nominato prevosto di Luino. Una promozione ambita per un uomo di cultura come lui.  Nel maggio 1909, il corteo per il suo ingresso ufficiale nel borgo era partito proprio da Colmegna. Era composto da una ventina di carrozze padronali «date a prestito per la giornata a qualche fabbriciere o a qualche sacrestano». Dall’alto della sua villa, il sindaco cav. Solera, che era stato eletto nell’ambito di un blocco anticlericale, non si era voluto sbilanciare più di tanto e non era sceso sulla soglia del cancello per rendere omaggio all’illustre ospite, ma si era limitato a «grandi dimostrazioni di sconfinato rispetto», agitando il cappello «salutando il corteo del nuovo prevosto e dimenando la persona in sterminati inchini perché si vedessero bene nonostante la lontananza». Una situazione decisamente imbarazzante. Solera era infatti ritenuto un mangiapreti. Il suo anticlericalismo si era manifestato nella proposta di proibire le preghiere nelle scuole e di sopprimere l’insegnamento religioso durante le ore di lezione.  Anche allora però la politica riservava impensabili sorprese. Infatti Solera in seguito aveva sostenuto il candidato al Parlamento Lucchini il quale si era impegnato a non assumere posizioni critiche nei confronti della religione. E sarà questo suo sbilanciamento in favore dei clericali che provocherà le dimissioni dei consiglieri comunali del blocco anticlericale coi quali si era alleato.

LE RADICI VEDDASCHESI DELLA FAMIGLIA SOLERA

Giuseppe Solera apparteneva ad un ceppo familiare che aveva le proprie radici proprio nella vicina Val Veddasca. Lo attesta l’albero genealogico qui di seguito riportato. Tra i nomi illustri della famiglia ricordiamo TEMISTOCLE SOLERA, librettista di molte opere di Verdi e Laura Solera Mantegazza che durante la battaglia del 15 agosto 1948 dalla sua villa la Sabbioncella di Cannero attraversò il lago per incontrare Garibaldi e per trasportare sull’altra sponda i feriti.

Immagini

Colmegna 2011 – 12 – 13

Ricostruzione popolare dell’arrivo della Laura Solera Mantegazza da Cannero  per  incontrare Giuseppe Garibaldi e aiutare i  garibaldini

La vera storia dei garibaldini a Colmegna

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